Le pagine di Uwe & Luciana
 

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SCRITTI DI LUCIANA SERRA
 
 
Favole e antifavole (1987)
 
Il negozio di Madame Agnes
 
Nel centro della nostra cittadina, nella strada più elegante ed esclusiva, si trova il negozio di Madame Agnes, indubbiamente la più conosciuta delle nostre commercianti e non solo qui da noi.
E’, il suo, un negozio che offre articoli di stoviglieria e cristalleria. Prodotti che vanno dalla grezza terracotta a stupendi manufatti di porcellana finissima e costosissima, dal comune vetro ai cristalli più pregiati. Conoscendo la rinomanza del negozio molti miei concittadini non si sono mai permessi un acquisto temendo di non poter far fronte alla spesa. 
Me ne resi conto personalmente quando, dovendo fare un regalo di nozze e avendo deciso, per ragioni di pubbliche relazioni, che doveva essere un regalo costoso, mi recai colà.
Pur avendo visto spesse volte il locale, almeno da fuori, mi sorpresi a pensare che era davvero molto strano che ad accogliere il cliente non vi fossero delle grandi e luminose vetrine ma una sola targa con su scritto:
<< Madame Agnes >>
e questo potrebbe anche suggerire, ai turisti o ai visitatori occasionali, un locale equivoco, magari un lussuoso bordello nel cuore della cittadina che li ospita. E nemmeno il cartello che spicca sulla elegante porta a vetri opachi cancella la prima impressione:
 
Aperto/ouvert/open/offen
 
Spingendo la suddetta porta mi trovai davanti alla seconda sorpresa. Infatti entrai in un elegante ufficio con mobili modernissimi, comode poltrone in pelle dalla linea e stile unici e una bella scrivania in un qualche costosissimo legno scuro. Alla parete quadri da mille e uno stipendio e, in un angolo, una faraonica scultura opera di un grande artista americano recentemente scomparso. Ma la mia attenzione, e questa fu la terza sorpresa che ricevetti, venne attirata da una rastrelliera sul muro, dietro la scrivania. Essa era composta da una serie di martelli: grandi, piccoli, medi, gentili, massicci, rozzi, argentati, dorati, ferrosi, allungati, stilizzati, arrotondati. Lungo l'altra parete un'altra rastrelliera dava sfoggio di sè, ma non composta da martelli, bensì da mazze da golf di tutte le dimensioni, disposte in bell'ordine e in numero tale che mi fece restare a bocca aperta.
 
Seduta dietro la scrivania una signora di mezza età mi accolse con un largo sorriso; la riconobbi perché le cronache mondane riportavano sovente la sua fotografia, pare infatti che Madame Agnes sia molto attiva nelle opere sociali e si dice anche che sia una mecenate, protettrice di poeti e pittori. La signora mi si fece incontro, mi strinse la mano con molto calore e mi fece accomodare, anzi, meglio dire che mi fece sprofondare in una di quelle poltrone in cui l'odore di cuoio suggeriva palate di dollari, di franchi e di non-inflazione. Madame Agnes mi diede il benvenuto personalmente. Ormai non potevo più chiudere la bocca che lo stupore mi teneva aperta; mi dissi che ero lì solo per acquistare un servizio, benché decisa a spendere un bel po’, e che mi sarei piuttosto aspettata di essere servita da un impeccabile commesso, ma non che Madame Agnes mi facesse tutte quelle cerimonie. Inoltre non vedevo attorno a me nemmeno un pezzo di porcellana o qualcosa che le somigliasse. Intanto Madame stava parlando. Mi stava infatti rivolgendo, amabilmente, delle domande:
<< La manda il suo medico curante?>>
  Feci un sorriso idiota perché la domanda mi colse del tutto alla sprovvista:
<<...come? Medico curante? Ma.....>>
<< Intendo dire il suo psicoanalista. Certo, da noi possono venire tutti liberamente, ma il più delle volte sono gli psicoanalisti a inviarci i clienti.>>
<< Ma.....mi scusi , non riesco a capire cosa c'entri tutto questo con la porcellana e....>>
<<C'entra, c'entra, si affidi a noi, vedrà come dopo starà meglio! Prima di tutto la invito a dare un'occhiata alle nostre collezione, poi ne riparleremo.>>
Madame battè le mani e apparvero due signorine dall'aria efficiente e preparata.
<< Le segua, signora, e faccia le sue scelte, vedrà che non si pentirà e che ritornerà presto a trovarci.>>
 
 Il negozio era strutturato come un museo. Vi era la sala delle terrecotte che andavano dai tegami fatti in Umbria da "figuli" tradizionali, alle pentole più esotiche di lontani paesi africani, dai vasi lavorati al tornio a quelli modellati interamente a mano, un po’ storti e sbilenchi. Non mancavano le terrecotte d'autore, né quelle lisce e perfette "made in China". Interessanti le terrecotte antiche, ve ne erano alcune preistoriche, poi romane e medioevali, qualche raro pezzo di terra sigillata aretina e una decina di arybalos del sesto secolo avanti Cristo. Una delle signorine, illustrando i vari oggetti, tenne a farmi sapere che Madame possiede una collezione molto importante di antichità, in una sala privata, dedicata ai clienti più esigenti. Vi è poi la sala dedicata alle ceramiche e alle maioliche. Dalle comuni ceramiche a poco prezzo ai servizi più rari. Anche in questo settore non mancano i "bocconi prelibati" e le antichità.
La sala delle porcellane era davvero imponente e impressionante. Vi trovai rappresentate tutte le case manifatturiere d'Europa, la collezione include anche preziose statuine di Meissen, risalenti al `700, e splendidi servizi di Limoges, Sevres, Wedgwood, Fürstenberg, Bow, Capo di Monte, Napoli, ecc. ecc. Poi vennero le luminose sale dedicate alla cristalleria e vetreria. Anche in questo caso l'assortimento cominciava dai comuni servizi di bicchieri di vetro pressato, per condurci poi in scintillanti e incantati paesaggi di nomi famosi quali Boemia, Baccarat, Peill, Putzler, Murano, ecc. ecc. La solerte impiegata mi informò che nella collezione privata di Madame potrei trovare persino dei vetri di epoca romana.
A questo punto venni ricondotta nell'ufficio di Madame la quale mi chiese con un incoraggiante sorriso:
<<Ha deciso?>>
Io, poiché avevo in mente una certa cifra da spendere, chiesi se potevo conoscere i prezzi di un servizio di porcellana di Meissen;
<<..moderno, naturalmente.>>
mi affrettai a precisare.
A un cenno di Madame la segretaria mi presentò una lista di prezzi e mi comunicò che, naturalmente, il costo della terapia sarebbe più vantaggioso, nel caso che invece di un servizio unico, decidessi per un intero scaffale.
Ormai la stravaganza del negozio non mi stupiva più di tanto e mi permisi di dire, con un tono salottiero e mondano, che un solo servizio sarebbe  più che sufficiente.
Fatta la mia scelta, mi venne indicato il costo complessivo e
<< se non ha la carta di credito, le proporremo diverse forme di pagamento, anche in questo caso, a lei la scelta.>>
 
Esplettate tutte queste formalità Madame mi disse:
<< Poiché, senza una nota del suo analista, non sono in grado di valutare il suo stato depressivo, o il livello di stress raggiunto, non posso suggerirle appropriatamente se scegliere il martello o la mazza da golf. Tuttavia per il suo aspetto fisico, esile e fine, le consiglierei il martelletto dal corpo d'argento. Per Meissen, benché moderno, non c'è di meglio. Senza contare che usandolo se ne ricaverà un suono davvero d'effetto, argenteo appunto.>>
Così mi porse, decisamente ma con una cortesia davvero unica, un piccolo martello spiccandolo dalla rastrelliera. Incapace di reazioni in quanto lo stupore mi aveva di nuovo assalita, venni introdotta dalle due segretarie in una cameretta dalle pareti insonorizzate. Mi lasciarono là, armata di martello, e poco dopo mi raggiunse un inserviente che spingeva davanti a se un tavolo rotondo posto su rotelle. Sul ripiano era disposto, in maniera veramente artistica, il servizio Meissen da me scelto.
Mentre l'inserviente stava per uscire io cercai di richiamarlo ma non feci a tempo. Me ne stavo così, con il martelletto d'argento in mano, senza sapere esattamente cosa fare.
Ma dopo un poco sentii montarmi dentro un'ira bestiale, mai provata prima. Qualcosa che aveva a che fare con quel meraviglioso servizio esposto sulla tavola. Capii in un attimo cosa dovevo fare. Compresi allora lo scopo di un negozio come quello di Madame e, mentre l'ira saliva e saliva, così come fa la marea, alzai allo stesso modo il mio braccio armato e mi sfogai a martellare la splendida porcellana. Non ne sono sicura, ma credo di aver urlato, così come un karateca quando sta per colpire. Frantumare la teiera fu davvero un godimento: mirai al coperchio e la ridussi in cocci con un solo colpo. Le tazze da te e da caffè, che in tutto erano  48 pezzi, mi divertii a colpirle una dopo l’altra, piattino dopo piattino, affinché lo spasso durasse di più. Fu poi la volta dei 48 piatti: 24 piani e 24 fondi, più i 24 da dessert. Questi ultimi li ruppi mentre ancora erano uno sull'altro. La grande zuppiera con gli elaborati manici e il decoratissimo coperchio la lasciai per ultimo.
Quando ebbi finito mi ritrovai scarmigliata, sudata ma completamente felice sentendomi invadere da una calma assoluta.
 
Poco dopo venni prelevata e accompagnata in una stanza a fianco dove dita abili mi sistemarono perfettamente l'acconciatura, mi detersero il sudore e mi rifecero il trucco. Per finire mi fu servita una bibita corroborante e rinfrescante.
Poco dopo stavo firmando un assegno sulla bella scrivania di Madame. Ricambiai il sorriso che la benemerita signora mi indirizzava e dissi:
<< Grazie di tutto, credo che dovrò tornare prima o poi.>>
<< Ne ero sicura.>>
rispose Madame con una semplicità piena di fascino. Mentre mi accompagnava alla porta le sussurrai con un tono ormai da competente:
<< Ho visto un servizio da the con i bordi oro zecchino appartenente a Napoleone III. Potrebbe mandarmi a casa il preventivo spese?>>
Madame sorrise estasiata e stringendomi la mano rispose:
<< Avevo capito subito che lei è una persona di buon gusto.>>

 

 
 
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 ©Uwe Wienke