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Favole e antifavole
(1987)
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- Le avvisaglie
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Nel giorno della sua morte il prof. Barruffi
stava placidamente accudendo ai suoi affari.
Davanti a se aveva delle antiche pergamene che
tentava di decifrare da anni e anni.
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In una delle molte mattine della sua esistenza
il suddetto professore, anzianotto ma ancora in
gamba anche se sbadato e con la testa tra le
nuvole, si sentiva pienamente soddisfatto. Se
fosse stato sposato sua moglie avrebbe
sospettato di questa evidente soddisfazione,
visto che il prof. Barruffi, proprio
soddisfatto, non lo era mai. Ma poiché sposato
non lo era per niente chi scoprì e mise in
evidenza questo sua stato d'animo fu la sua
governante tutto-fare che era entrata nel suo
studio armata di vassoio e di caffè fumante.
Rimase immobile davanti alla faccia che le
sorrideva ampiamente, ascoltò con immenso
stupore ciò che il professore le stava dicendo:
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"Mia carissima Anna, che splendida giornata è
oggi, vero? Posi pure tutto sul tavolo. grazie."
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Ciò che maggiormente scuoteva la governante era
il fatto che l'esimio l'avesse chiamata per
nome, solitamente si limitava ad un formalismo:
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" Buongiorno signora Pantalei"
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Il tutto espresso nel più formale dei modi.
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La seconda cosa a provocare la sua sorpresa e a
farle pensare che il professore non stesse bene
fu che non era per nulla una "splendida
giornata", anzi, al contrario, era pessima,
grigia, fredda e piovosa.
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<<Professore, sta bene?>>
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Domandò a mezza voce.
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<<Ma certo, che diamine! Mai sentito meglio.
Avanti, mi versi il caffè, invece di fare
domande oziose.>>
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Anna eseguì, ma continuò a guardare sospettosa e
anche preoccupata il "suo" professore.
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<< Sa che le dico, cara Anna? Oggi pianto tutto
e me ne vado a fare un giro nel parco.....>>
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<<Nel parco? Con questo tempo?>>
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Si stupì Anna,
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<< Che tempo? Sono anni che desidero andarmene a
spasso e per una volta che mi decido ecco che
alla signora non sta bene.>>
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<<Eccome se mi sta bene. E˙ solo che non mi
sembra una giornata adatta alle passeggiate,
ecco.>>
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<< Non ci pensi, sono certo che mi farà bene.
Questa roba ha aspettato secoli per essere
decifrata potrà aspettare qualche giorno
ancora.>>
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<<Ah, in quanto a questo sono perfettamente
d'accordo con lei, ma mi deve promettere di
mettersi il cappotto e la sciarpa, senza
dimenticare il cappello......e poi, mi sa dire
da dove le viene tutta questa allegrezza? Sembra
un novello sposo!>>
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<< Allegrezza? toh! E' vero. Mi sento allegro.
Sarà che sto meravigliosamente bene. In ogni
caso non vedo perché questo dovrebbe
sorprenderla tanto. Avanti, torni in cucina e
prepari per il mio ritorno un ottimo pranzetto,
dopo la passeggiata sarò di certo famelico.>>
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La signora Pantalei uscì dallo studio incredula
e scossa.
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Mentre il professore non si accorgeva di questo
suo cambiamento la buona governante ne era
spaventata. Veniva dalla campagna, lei, laddove
perdurano le superstizioni ma rimangono anche le
antiche gocce di saggezza non inquinate dal
comodo e sterile vivere cittadino. Si ricordava
che sua madre, pochi giorni prima di morire mutò
non solo il suo modo di comportarsi, ma persino
il suo modo d'essere. Un particolare le restò
impresso in quel cambiamento, il più evidente:
la donna aveva sempre odiato i gatti e quando
un povero micio le capitava a tiro lo
allontanava con un calcione. Aveva sempre
impedito ai figli di tenere un gatto, e per un
raggio di qualche chilometro attorno alla
fattoria non ne circolava nemmeno uno.
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Ebbene, la sera prima della sua morte tutti
furono impressionatissimi di vederla rientrare
con un gattino e di vederla, alla sera, seduta
presso il focolare col micetto sulle ginocchia.
La mattina dopo uscì allarmata a cercare il
gattino, perché pensava fosse scappato, e il
primo boccone fu per lui. Alle diciotto di
quello stesso giorno un colpo la stroncò mentre
era intenta a cucinare.
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Aveva anche sentito dire di gente che per tutta
la vita rifiutavano un certo cibo e che poco
prima di morire se ne nutrivano a sazietà. Altri
ancora che diventavano più allegri, o più
tristi, altri più attivi, altri più belli. Aveva
sentito dire che molti pazienti da lungo tempo
degenti negli ospedali potevano dire persino
quando sarebbero morti. Tutto questo la persuase
fin da piccola, fin dalla morte di sua madre,
che coloro che stanno per morire hanno dei
cambiamenti psico-fisici evidentissimi.
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- Intanto il
vecchio professore passeggiava lungo il vialetto
inghiaiato del parco cittadino e si guardava
attorno con molto stupore. Raramente aveva
passeggiato nella sua vita di studioso e questo
gli fece scoprire una piacevole sensazione.
Sospirò molto a suo agio e insipirò a pieni
polmoni l'aria frizzante di quella mattina. Si
sedette su una panchina un po’ umida di pioggia
e alzò gli occhi al cielo. Non lo aveva mai
fatto, e benché ci fossero le nuvole e l'aria
era grigia, la cosa lo colpì particolarmente.
Gli alberi erano spogli, però, guardando bene,
si potevano già scoprire i segni anticipatori
della primavera.
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Tutto eccitato si mise carponi per osservare un
cespo di erbe secche, poi si mise sulle punte
per arrivare fino a un ramo dove la protuberanza
alla biforcazione della punta sembrava suggerire
una gemma. Si soffermò ad ascoltare i canti di
uccelli dei quali non sapeva nemmeno i nomi.
Poco dopo il parco non gli bastò più e decise di
raggiungere la campagna. Salì su un bus diretto
in periferia e gli altri viaggiatori guardarono
sorpresi quel signore solido e ben vestito che
andava in giro con il cappotto sporco di fango,
nessuno di loro poteva sospettare che l'illustre
signore si era messo carponi per osservare il
risveglio della terra. Si mise allegramente a
chiacchierare con la signora del sedile accanto.
Parlò di tutto con infinita grazia tanto che,
molti di coloro che erano sul bus, lo
ascoltarono con interesse. Quando si ritrovò
fuori, in aperta campagna dove la città
deponeva le sue armi fatte di cemento armato,
l'uomo si sentì infinitamente grato di quella
giornata.
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Camminò a lungo tra siepi e massi, su lievi
sentieri spazzati da un vento moderato che
faceva fischiare gli sterpi attorno. Gli
giungevano ovattate le voci della città non
troppo lontana, e udì per la prima volta
l'abbaiare solitario di un cane di una cascina
lì nei pressi. Poi fece un incontro stranissimo,
intendiamoci: stranissimo per lui. Vide da
lontano un gregge di pecore. Sentì i loro belati
e ne fu commosso. Si chiese dove fosse stato
fino a quel momento e se quelle cose ci fossero
state anche prima che lui le scoprisse.
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Questo era il giorno della sua morte, ma lui non
lo sapeva.
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